22 apr / 26 apr
April 30, 2008
Ferrara e la terribile mostra di Mirò, che personalmente ho apprezzato solo per la sua fissa per luna e stelle che ci accomuna. Il dispiacere per non essere riusciti a vedere mio cugino.

L’ansia del vedere i cartelli blu sull’autostrada con la loro grande scritta bianca ‘PADOVA’ che mi ricordava continuamente che mi stavo avvicinando a quel posto che desideravo vedere da… praticamente sempre.
L’arrivo in città e in hotel, al telefono e continuando a guardare nervosamente la porta.
Rivedersi dopo oltre un anno, con un abbraccio e la voglia di piangere… ma per una volta di gioia.
Una capatina di pochi secondi in camera ed una telefonata a mamma per dirle che sarei andata via.
Lasciare la famiglia lì a riposarsi e mangiare ed uscire per le strade di una Padova notturna che vedevo per la prima volta.
Rivedere gli altri e conoscere qualcun altro.
Il gelato al bounty (che non volevo) e Prato della Valle.
Una foto tentata in tutti i modi e non riuscita.
L’ottico… con i detersivi.

Lo spritz e una signora che continuava a pulire i vetri del bar… e risporcarli subito dopo.
Il monumento all’11 settembre e la pseudo intrusione (ma effettivamente il cancello era aperto…)
Tornare in hotel con non uno, non due, non tre, ma ben quattro bodyguard.
Svegliarsi la mattina e preoccuparsi perché la carrozzina non funziona.
Cosa le sia preso non si sa, ma la fortuna ogni tanto ci sorride… e torna a funzionare da sola.
Ripercorrere le strade viste la sera prima, con la luce del sole che le rende diverse ma sempre più familiari.

Il noiosissimo museo civico, con etruschi, quadri di Giotto e una mostra fotografica (praticamente l’unica parte interessante, per me).
Il Caffè Pedrocchi, lo spritz… e mia mamma mezza ‘mbriaca.

La piadina al prosciutto cotto ed un tizio in Prato della Valle che stava per tirarmi il pallone in testa… più di una volta.
Abbandonare di nuovo gli altri per andare all’altro capo della città a piedi… e quasi cadere per strada.
Il negozio tutto Apple ed il MediaWorld con la sua montagna di DVD di Ratatouille.
La “passeggiata” allungata per passare davanti al dipartimento.
La casa universitaria con gli armadi rosa.
La batteria scarica… e la pseudo corsa verso la Cappella degli Scrovegni.
La cena e la stanchezza.
La sveglia il giorno dopo con altri scherzetti della carrozzina, giusto per non far mai mancare il pathos.
Il filobus e la litigata con il controllore (dài che ci facciamo arrestare!).
L’orto botanico e la ricerca del Platano Picchiatore di Hogwarts Platano Cavo “in cui ci sta un rave party”.

Verona e l’itinerario di cui non si trovava l’inizio.

La strada per Bassano e via monte nero.
I tornanti e “scendete e spingete, sù!”.
Il Ristorante e la vista meravigliosa.
Ripartire e l’accompagnamento “al semaforo” (perché quale, nun se sa).
Risvegliarsi il giorno dopo con gli ormai soliti scherzetti della carrozzina.
Partire per Preganziol… what is Preganziol?… e l’Iperlando.
Mangiamo al supermercato?!
Ritrovarsi tutti lì e conoscere qualcun altro.
Sushi? No, grazie… meglio le vecchie care polpette!
La villa di Maser e le carrozze sul monte da scalare.


Possagno e il tempio di Canova visto da fuori… un quarto d’ora troppo in ritardo.
Bassano e il centro storico… il Ponte Vecchio, le foto e le mille persone.


I tanto odiati saluti… più asciutti del previsto, o così tutti pensano.

Il ritorno in hotel ed il pianto a scoppio ritardato, yeah.
Però essendo io quella a partire a ’sto giro non avrei dovuto piangere…
Il ristorante che non ti dà la maionese… ti apre la bustina e te la sprescia direttamente.
Caricare le valigie e ripartire.
Ravenna e i suoi mosaici, con i cartelli delle ville che affermano fieri “in quest’area non si possono consumare bevande in contenitori di vetro o in lattine”.
La pizza surgelata e la chiesa scientology.
Loreto.
E in fine… purtroppo… casa.
Dreams (sometimes) comes true
April 28, 2008
PADOVA
